Il Foro di Cesare

 

La città di Roma ha origine sul colle Palatino, dove nel X secolo a.C. si erano stabiliti alcuni gruppi di pastori e contadini appartenenti alle tribù dei Latini.

Ai piedi del colle, nel luogo chiamato Isola Tiberina, il fiume Tevere era facilmente attraversabile e questo aveva favorito i commerci e lo scambio fra le gentes della zona, fra le quali c’erano anche gli Etruschi.

I villaggi si ingrandirono, le culture latine, sabine e etrusche si fusero, ed ebbe origine la città di Roma.

Le prime notizie documentate sono databili intorno al 500 a.C. nel momento in cui c’è il passaggio fra monarchia e repubblica.

In un miscuglio fra storia e leggenda, alcuni fra i primi re della città, che probabilmente furono lucumoni etruschi, vennero sostituiti da rappresentanti eletti dal popolo dei Latini, i quali avevano assoggettato i più mansueti Etruschi. 

Questi ultimi rimasero comunque gli ispiratori di numerose innovazioni che poi i Romani avrebbero portato in tutto il mondo.

 

Nei secoli successivi Roma conquistò l'intera Italia peninsulare e in seguito, combattendo contro i Cartaginesi nelle guerre puniche (dal 246 al 146 a.C.) espanse i propri confini su tutti i territori affacciati sul Mar Mediterraneo. Per questo motivo i Romani chiamarono il Mediterraneo Mare nostrum.

La Repubblica, retta da consolisenatori e successivamente anche dai tribuni della plebe, garantiva una sostanziale democrazia fra patrizi (di gens antica e nobile) e plebei (il popolo).

Gli schiavi, spesso prigionieri di guerra, non avevano nessun diritto, ma se godevano della fiducia dei loro padroni spesso venivano ricompensati con la libertà. In quel caso si chiamavano liberti.

I Fori Romani e sullo sfondo il colle Palatino

 

Dopo aver sconfitto Cartagine, Roma era diventata la capitale di un territorio vastissimo.

Governatori romani amministravano i paesi conquistati concedendo ai popoli libertà di professare la fede religiosa e le proprie tradizioni, pretendevano invece il pagamento di tasse in denaro e lo stanziamento di merci, uomini e navi in caso di guerra.

Per facilitare gli scambi fra le varie province fu creata una fitta rete stradale e vennero costruiti ponti e magnifici acquedotti. Furono edificati anche anfiteatri e terme pubbliche, i cui resti sono ancora oggi osservabili in tutti i territori dell'Impero.

 

 

Alcuni dei condottieri artefici delle valorose vittorie militari, riuscirono ad ottenere sempre maggiori consensi da parte della popolazione romana fino a farsi eleggere a capo della città.

Fu il caso di Giulio Cesare. Il Senato poteva infatti nominare un’unica persona che assumeva tutti i poteri del governo, ma la carica non doveva durare più di sei mesi.

Cesare, molto amato dal popolo e dai soldati, si proclamò dittatore a vita. Governò saggiamente, distribuì terre ai plebei e ridusse il numero degli schiavi, ebbe però molti nemici fra i nobili, i quali lo uccisero in un agguato nel 44 a.C.

Fu sostituito dal figlio adottivo Ottaviano, che fu chiamato Augusto e divenne il primo Imperatore di Roma.

Augusto continuò la politica di Cesare, migliorò le condizioni di vita del popolo e fece realizzare molte opere pubbliche che ancora oggi possiamo ammirare nella città.

Il teatro Marcello, iniziato da Cesare e terminato da Augusto nel II secolo a.C.

 

Nel II secolo d.C., grazie anche al Cristianesimo che ne aveva fatto la propria sede, Roma richiamava genti da tutto il mondo e contava più di 1 milione di abitanti, cifra eccezionale per quel periodo storico.

Nel 313 l’imperatore Costantino concesse la libertà di culto ai Cristiani e nel 381 Teodosio riconobbe il Cristianesimo come religione ufficiale dell’Impero Romano.

Controllare le numerose province non era però cosa facile e nel IV secolo d.C., l’Impero cominciò a manifestare segni di debolezza e fu diviso in due parti: l’Impero Romano d’Occidente, con capitale Roma e l’Impero Romano d’Oriente, con capitale Costantinopoli. Entrambi con due rispettivi imperatori.

 

In seguito le popolazioni nomadi che vivevano oltre i confini dell’Impero riuscirono ad entrare in Italia e a saccheggiare Roma. Furono i Visigoti, gli Unni e i Vandali.

Nel 476 d.C. l’ultimo imperatore d’Occidente, Romolo Augustolo, decadde e l’impero si divise in tanti stati.

 

Iniziò così il periodo medioevale che fu caratterizzato da frequenti invasioni da parte di Goti, Longobardi e Saraceni.

La città si spopolò, ma rimase di importanza strategica per la presenza del papa, tanto che nell’800 d.C. Carlo Magno scese a Roma per farsi incoronare imperatore dal papa Leone III.

Nacque così il Sacro Romano Impero che insieme al Papato fu la massima autorità politica e morale del Medioevo.

Nello stesso periodo cominciarono ad affermarsi i Comuni, che aspiravano a governare autonomamente svincolandosi dalle autorità imperiali e papali.

Roma si costituì libero Comune nel 1144.

Il Colosseo e Via dei Fori Imperiali

 

Nel 1309 con l’elezione di Clemente V, arcivescovo di Bordeaux, il Papato si traferì in Francia ad Avignone, e lì, sotto la protezione dei re francesi, rimase per 70 anni.

Roma andò incontro a un lungo periodo di crisi economica e politica.

 

 

Il risveglio di arti e cultura avvenne solo alla fine del 1400, quando artisti e architetti vennero chiamati nella Roma dei Papi che aspiravano a una città ideale simbolo della cultura umanistica e rinascimentale.

Raffaello, Michelangelo e Bramante cominciano a dare alla città l’aspetto attuale.

Nel Seicento nasce il Barocco, un nuovo stile artistico imponente e fastoso. Roma si arricchisce di piazze, fontane e chiese, ad opera soprattutto di Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini.

Piazza Risorgimento

 

Durante il Risorgimento il potere del papa e i possedimenti dello Stato Pontificio si ridussero, crebbero sentimenti anticlericali e nel 1870 con la Breccia di Porta Pia, i Francesi che proteggevano il papato furono cacciati dalla città e questa fu annessa al Regno d’Italia diventandone la capitale.

Nel 1922, dopo l’episodio della Marcia su Roma da parte di militanti appartenenti al regime fascista, il re Vittorio Emanuele III incaricò Benito Mussolini di creare un nuovo governo. Fu instaurata una dittatura che ebbe il suo quartiere generale a Palazzo Venezia nell’omonima piazza romana.

I rapporti fra Stato e Chiesa vennero regolati dai Patti Lateranensi dell’11 Febbraio 1929. I Patti furono firmati da Mussolini e dal Cardinale Segretario di Stato Pietro Gasparri.

I poteri erano definitivamente divisi e nacque lo Stato della

Città del Vaticano.

 

Dopo la II Guerra Mondiale in seguito ad un referendum ci fu il passaggio da Monarchia a Repubblica e Roma divenne la sede del Parlamento Italiano.

Il 1° Gennaio 1948 entrò in vigore la Costituzione Italiana, l'insieme delle leggi che regolano la Repubblica d'Italia.

Roma in breve

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