Le chiese di San Cataldo, La Martorana e San Giovanni degli Eremiti, sono alcuni dei monumenti simbolo della città di Palermo che dal Luglio 2015 sono entrati a far parte dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità dell’Unesco.

Insieme al Duomo, la Zisa, il Palazzo dei Normanni e le Cattedrali di Monreale e Cefalù, rappresentano una peculiarità, in quanto furono realizzati in epoca medievale attraverso un perfetto connubio di stili architettonici fra arabo, normanno e bizantino.

La forma di tutti gli edifici è lineare e geometrica, realizzata in arenaria con arcate cieche sulle facciate e cupole soprastanti ad uso arabo. L’interno invece è a croce greca o latina con navate separate da colonne e talvolta il portale d’ingresso. Le cupole sono decorate spesso da mosaici e il pavimento è composto da tarsie marmoree a formare disegni secondo lo stile bizantino.

San Cataldo

 

La chiesa di San Cataldo fu fondata nel secolo XII da Maione da Bari, ammiraglio di Guglielmo I di Sicilia, figlio del  re Ruggero II. Destinata nei secoli anche ad ufficio della Regia Posta, fu restaurata completamente e riportata all’aspetto originario da Giuseppe Patricolo nel 1882. La pavimentazione interna in tarsie di marmo è sostanzialmente integra. All’esterno si notano rovine di antiche mura puniche.

Santa Maria dell'Ammiraglio 

 

Santa Maria dell’Ammiraglio, proprio a fianco, è conosciuta con il nome di Martorana perché si trovava nei pressi del monastero fondato dalla nobildonna  Eloisa Martorana. Celebre è l’episodio delle monache che per abbellire il loro cortile, decorarono gli alberi con frutti realizzati con farina di mandorle e zucchero. Da qui nasce la tradizione della frutta di Martorana, un dolce tipico siciliano molto apprezzato.

Quattro Canti

 

La chiesa ha un interno spiccatamente bizantino decorato da bellissimi mosaici dorati. Al centro, sulla cupola, è rappresentato il Cristo benedicente e, fra gli altri, si notano il fondatore, l’ammiraglio di re Ruggero  Giorgio di Antiochia, inginocchiato ai piedi di Maria.  In un altro mosaico è raffigurato il re Ruggero in procinto di ricevere la corona dalle mani di Gesù.

Il portale di sinistra sulla piazza, è di epoca barocca. L’ingresso al tempio è dal bel campanile traforato da colonnine.

Le due chiese si trovano in Piazza Bellini a pochi metri dall’incrocio dei Quattro Canti.

San Giovanni degli Eremiti

 

La chiesa di San Giovanni degli Eremiti faceva parte dei giardini di Palazzo Reale. Si trova in via dei Benedettini, dopo la discesa alla sinistra del Palazzo dei Normanni.

 Il chiostro di S. Giovanni degli Eremiti

 

Anticamente edificio pagano, poi islamico, in epoca normanna fu affidato dal re Ruggero II ai Monaci Benedettini di Montevergine,  il cui abate era il confessore privato del re.

L’interno è molto semplice, con pareti lisce e qualche nicchia. A fianco della chiesa c’è un edificio islamico composto da un unico locale con cortile scoperto. 

Il Chiostro e il Palazzo dei Normanni sullo sfondo

 

Il bel Chiostro formato da colonnine con archi a sesto acuto, ha al centro una cisterna di origine araba. Il giardinetto è pieno di aranci e piante esotiche.

Come la Martorana e San Cataldo, anche San Giovanni degli Eremiti fu restaurato alla fine del 1800 da Giuseppe Patricolo, che lo riportò all’antico splendore demolendo le parti aggiunte in epoche successive. 

Per la particolarità di stili architettonici la chiesetta fa parte dei Patrimoni Unesco dal 2015.

Palermo a piedi

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