Comacchio si trova in Emilia-Romagna, nel territorio dove il fiume Po incontra il Mare Adriatico.

Il paesaggio è particolare: lagune salmastre, canneti, pinete e paludi di acqua dolce si alternano nell’ampio delta del fiume, che dopo aver attraversato in orizzontale l’Italia percorrendo più di 650 km, sfocia nel mare formando molte diramazioni.

 

Il paese è carino, tranquillo, con bei canali costeggiati da case dipinte che lo fanno assomigliare a un sestiere di Venezia.

Lungo il Canale Maggiore ci sono numerosi ristoranti dove poter mangiare in bella atmosfera gustando i piatti tipici della zona fra i quali primeggia l’anguilla.

 

Costruito su una serie di isolette, Comacchio sorge dove si trovava la città etrusca di Spina, un fiorente porto per i commerci con la Grecia.

In seguito, dopo l’avvento dell’Impero Romano, la città perse potere a favore della vicina Ravenna, che sarebbe diventata poi la capitale dell’Impero Romano d’Occidente.

Comacchio, Trepponti

 

Il Trepponti è il simbolo della città. Fu creato nel 1634 dall’architetto Luca Danesi.

E' formato da 5 scalinate che sovrastano tre canali; in alto ci sono due torri e la pavimentazione è in pietra d’Istria.

Sul ponte si trova una lapide che riporta i versi di Torquato Tasso che cita la zona di Comacchio nella sua Gerusalemme Liberata.

 

In occasione dei lavori di drenaggio effettuati nelle Valli di Comacchio, fu rinvenuto il relitto di una nave di epoca Augustea ancora piena del suo carico di merci. I preziosi reperti si possono osservare nel Museo del Carico della Nave Romana costituito nel Palazzo Bellini, l’ottocentesco magazzino per la marinatura del pesce situato nei pressi del Trepponti.

Comacchio, canali

 

La città, dopo la caduta dell’Impero Romano, subì l’assedio degli Ostrogoti, dei Bizantini e dei Longobardi, i quali la donarono ai monaci di San Colombano che ne fecero il loro porto fluviale.

Fu poi la nemica di Venezia con la quale si contendeva il monopolio nei commerci del sale. La Repubblica della Serenissima distrusse e saccheggiò più volte il villaggio, fino a quando questo passò sotto la protezione degli Estensi di Ferrara con i quali rimase fino all’estinzione della famiglia.

I periodi di maggior splendore furono comunque i secoli XVII e XVIII, quando sotto la giurisdizione dello Stato Pontificio furono creati monasteri, palazzi vescovili e ben 11 parrocchie.

 

Fra i monumenti di rilievo troviamo la seicentesca Loggia dei Mercanti del Grano, punto di ritrovo della città situato all’incrocio fra Corso Garibaldi e Corso Mazzini.

Loggia dei Mercanti, Comacchio

 

Proseguendo lungo Corso Mazzini arriveremo al Loggiato dei Cappuccini, costituito da ben 142 archi e altrettante colonne di marmo. Fu fatto edificare dal Cardinale Donghi nel 1647 per collegare il Santuario di Santa Maria in Aula Regia con il centro della città.

A metà del loggiato si trova l'ingresso alla Manifattura dei Marinati, antico laboratorio per la marinatura delle anguille, prodotto tipico storico a Comacchio.

Nella piccola fabbrica-museo, ancora funzionante nei mesi da Ottobre a Dicembre, le anguille vengono cotte e messe in salamoia con lo stesso procedimento di un tempo.

E' interessante osservare la grande Sala Fuochi con i 12 grandi camini e i vari attrezzi usati per la manifattura proprio come secoli fa. Nel periodo di funzionamento è possibile acquistare il pesce appena lavorato.

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Dalle oasi naturalistiche ai lidi di Comacchio