Volterra, in provincia di Pisa, solitaria e appollaiata su un colledomina dalla sua posizione elevata, la bella campagna della Val di Cecina. 

E' una città dalle origini antiche e rappresenta una tappa importante per gli appassionati della storia degli Etruschi.

Nel VI secolo a.C. era una delle dodici lucumonie che facevano parte della Dodecapoli, l’alleanza che comprendeva le città più potenti.

"Le belle piazze e le strade in pendenza, le case-torri, uniscono la suggestione medievale a quella remota del museo etrusco, che è tra i più ricchi d'Italia"

da Viaggio in Italia di Guido Piovene

 

La città era sede di un grande mercato a cui giungevano le genti che dalla costa intendevano commerciare prodotti con le zone dell’interno.

Il grande mercato volterrano è stato un grande luogo di scambio fino agli inizi del XX secolo, quando la crisi agricola e le modifiche viarie ne fecero decadere l’importanza.

Cerchio di Volterra, scultura di Mauro Staccioli

Parco Enrico Fiumi, Volterra

I resti delle mura etrusche sono visibili in alcuni tratti della cerchia medievale. 

Nel punto più alto del borgo, dove si trova il Parco Enrico Fiumi, ci sono le rovine di quella che in epoca etrusca era l’Acropoli.

 

Nelle mura in basso si trova la Porta all’Arco, una delle porte ad arco più antiche del mondo.

Risale al IV secolo a.C. e la possiamo ammirare ancora oggi nella maestosità delle grandi pietre in tufo e arenaria e adorna di tre teste, probabilmente le divinità protettrici della città.

 

Nel Museo Guarnacci possiamo osservare reperti storici di notevole interesse, fra i quali la misteriosa  Ombra della sera.

 

Questa piccola statuetta votiva è divenuta celebre per l’enigmicità dell’espressione facciale e per le proporzioni non consuete, allungate, quasi in stile moderno, del volto e del corpo. 

Il nome le fu attribuito da Gabriele d’Annunzio, che ne rimase affascinato come da una Gioconda di epoca Villanoviana. 

 

A Volterra troveremo considerevoli rovine romane.

Caduta sotto la supremazia di Roma, la città seguì l’esempio dei dominatori, dotandosi di un teatro e di un complesso termale.

Furono entrambi finanziati dalla gents etrusca dei Caecina.

I Romani rispettarono la tranquilla e intelligente civiltà etrusca, dalla quale appresero abilità manifatturiere e architettoniche.

 

Volterra ha dato i natali al poeta Aulo Persio Flacco, amico di Seneca e forte oppositore delle politiche neroniane.

Era nato a Volterra anche il successore di San Pietro, Fabio Quintilio, il secondo papa della storia eletto con il nome di Lino nel 67 d.C.

Palazzo dei Priori

Volterra vale di sicuro una visita.

La medievale piazza dei Priori, con il Palazzo decorato dagli stemmi in ceramica invetriata, le case-torri, il Palazzo del Capitano, la Torre del Porcellino, ci affascineranno nella loro eleganza antica. 

Il Duomo di Volterra

Per concludere la gradevole passeggiata per le vie del centro, potremo anche curiosare nei laboratori di alabastro, pietra tipica di Volterra che ancora oggi viene lavorata a mano da abili artigiani. E magari terminare la serata con un'ottima cena in uno dei numerosi ristoranti del centro.

 

Lavorazione dell'alabastro a Volterra

"Nei ristoranti di Volterra si offre ancora la zuppa di pancotto e verdura, condita con l'olio di oliva e con le erbe aromatiche... Girando per le strade si scorge ad ogni passo un laboratorio dove gli artigiani lavorano l'alabastro con una lima come si fa col legno, poi lo immergono nel colore, che l'alabastro assorbe essendo poroso"

Viaggio in Italia, Guido Piovene

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