San Quirico è uno dei paesi più importanti della Val d’Orcia.

Meno conosciuto di Pienza o Montepulciano, è però una tappa fondamentale per chi desidera frequentare luoghi più tranquilli ma dalla storia ugualmente appassionante.

 

 

Le origini di San Quirico sono antiche, risalgono all'epoca etrusca.

Durante il Medioevo l'importanza del paese crebbe soprattutto per la sua posizione sulla via Francigena (Romea per chi si dirigeva verso Roma). Come riportano i documenti storici, il paese era una delle tappe di sosta più importanti. Vi si trovavano diverse chiese, uno Spedale e locande per l'ospitalità ai viandanti.

 

San Quirico era l'ultimo fra i castelli imperiali prima di entrare nei territori papali. Qui avvenne lo storico incontro fra l'imperatore Federico I il Barbarossa e i messi pontifici inviati dal papa Adriano IV. Era la primavera del 1155: i cardinali dovevano stipulare accordi con il Barbarossa, lui mirava all'incoronazione da parte del papa, cosa che avvenne il 18 Giugno in San Pietro a Roma.

Il terzo weekend di Giugno di ogni anno, a San Quirico viene rievocato l'avvenimento con un corteo storico, gare di bandiere e tiro con l'arco.

 

Le chiese sono semplici, ma bellissime e molto antiche.

La Collegiata è documentata dal 714 d.C.

E' dedicata ai Santi Quirico e Giulitta ed è rivestita in arenaria e travertino, con splendidi portali duecenteschi uno dei quali attribuito a Giovanni Pisano.

Il portale maggiore è in stile lombardo; ha colonne annodate poggianti su leonesse, e figure di sirene e animali mostruosi in combattimento in alto, sul frontone. Tutto molto simbolico, come ad uso longobardo.

All'interno, dove predominano gli elementi in stile barocco, si trovano una bella pala d'altare quattrocentesca di Sano di Pietro e un grande coro ligneo intarsiato del 1600. Il fonte battesimale medievale proviene dalla chiesetta di San Biagio a Vignoni. 

Via Dante Alighieri, Palazzo Pretorio

Procedendo dalla Cattedrale lungo Via Dante troveremo il Palazzo Pretorio, dove si trova il Centro Informazioni del Parco della Val D'Orcia, e di fronte, posto di sbieco, Palazzo Chigi Zondadori, edificio del 1680 di Carlo Fontana. Oggi è la sede del Comune.

La famiglia Chigi fu proprietaria di San Quirico a partire dal 1677, quando il paese fu concesso loro in feudo dal Granduca di Toscana Cosimo III de' Medici.  

Palazzo Chigi, San Quirico d'Orcia

 

Al Granduca Cosimo III di Toscana è dedicata la statua al centro degli Horti Leonini, il giardino che venne realizzato nel 1500 da Diomede Leoni, allievo e amico di Michelangelo. Fu scolpita nel 1688 da Giuseppe Mazzuoli per volere del Cardinale Flavio Chigi. Indubbiamente celebrativa della riconoscenza della famiglia Chigi verso i Medici, rappresenta il granduca in inconsueti abiti da condottiero romano.

La statua era collocata inizialmente nel loro palazzo vicino alla Collegiata. Attualmente si trova fra le siepi di bosso trapezoidali, nella parte bassa del parco.

La forma trapezoidale ricorre spesso nell'epoca rinascimentale: Piazza del Campidoglio, ideata da Bernardo Rossellino e Michelangelo, o quella di Pienza del Rossellino, hanno questa forma.

 

Gli Horti Leonini meritano sicuramente una visita, sia per la gradevolezza del luogo, quanto per la loro storia. L'entrata è dalla piazza principale del paese, a metà di Via Dante, l'ingresso è libero.

Si tratta del primo parco ad uso pubblico senza una villa: all'interno solo qualche semplice costruzione che ospitava locande, una torretta di avvistamento medievale (distrutta durante l'ultimo conflitto mondiale) e un piccolo palazzetto appoggiato alle mura, che era la residenza di Diomede Leoni, l'ideatore del progetto.

Il palazzetto, così come viene definito nelle lettere dallo stesso Leoni, è

"piccolo e non sfolgorante di gemme e oro, ma adatto alle modeste fortune del proprietario..."

 

I giardini dovevano servire da ristoro per i viandanti di passaggio sulla Francigena, oltre che all'uso e diletto del Leoni e dei suoi ospiti.

Diomede Leoni nacque a San Quirico nel 1514. Era il figlio illegittimo di un notaio e per le sue capacità e il gusto artistico, divenne un esperto antiquario e uomo di fiducia al servizio del vescovo di Pienza, Alessandro Piccolomini.

Si trasferì poi a Parigi, e a Roma in Vaticano, dove ebbe modo di conoscere i più grandi artisti del suo tempo, fra i quali Michelangelo, di cui divenne grande amico. Il Leoni fu uno dei pochi a frequentare la modesta casa di Via Macel de' Corvi, dove risiedeva il celebre artista, che era notoriamente burbero e piuttosto irascibile.

Come testimoniano le lettere al nipote dell'artista, Leonardo Buonarroti, Diomede Leoni era presente anche in quei giorni del Febbraio 1564, quando, quasi novantenne, il grande Michelangelo morì.

Porta dei Cappuccini, San Quirico d'Orcia

Pochi anni dopo la morte di Michelangelo, il Leoni tornò a San Quirico per dedicarsi a una vita più semplice e a realizzare quello che era sempre stato il suo sogno: un giardino come quelli che più volte aveva ammirato nelle ville di proprietà dei nobili e cardinali che aveva frequentato.

Ci riuscì grazie alla donazione di un terreno da parte della famiglia Medici, che volle ricompensarlo per il suo impegno nel recuperare parte delle mura del paese, distrutte durante la guerra fra Siena e Firenze.

Diomede, che già da diversi anni possedeva un orto in quel luogo, potè così ampliare i suoi possedimenti e creare quel parco che molto lo impegnò nella ricerca di piante, statue e abbellimenti, come ci documentano le sue numerose lettere.

Egli volle due spazi contrapposti: in basso il classico giardino all'italiana, con siepi di bosso, lecci e viburni, adornato da statue, e l'altro in alto adibito a "ragnaia", con prato e bosco lasciati al naturale, e probabilmente anche alcune parti dedicate a ortaggi e frutteti. Nelle lettere era solito infatti firmarsi con l'epiteto l'Ortolano.

 

Dal boschetto superiore si può uscire dal parco attraversando il piccolo giardino delle rose e giungendo alla pieve romanica di Santa Maria Assunta, al termine del paese. 

Chiesa di Santa Maria Assunta

Alla parete della chiesa, detta Santa Maria ad Hortos, nel 1577 il Leoni fece porre una targa dedicata a se stesso, con lo spazio per inserire la data della morte, mai completata, in quanto non se ne hanno notizie precise.

L'interno scuro della chiesetta, appena rischiarato da strettissime finestre, la rende davvero suggestiva. E' molto antica, se ne parla nei documenti storici a partire dal 1014. La linea è semplice, con il campanile a vela e un robusto portale decorato che adorna l'ingresso. 

 

Davanti c'è un cortiletto dove si trovava l'antico Spedale di Santa Maria, dipendente da quello più grande di Siena in Piazza del Duomo.

Le strutture sono ancora quelle medievali.

 

Più avanti, tornando di nuovo su Via Dante, troviamo la Chiesa di San Francesco, detta Chiesa della Madonna per la preziosa Madonna di Andrea della Robbia conservata all'interno. Inizialmente si trovava nella Cappella di Vitaleta, in campagna. 

 

San Quirico è il tipico paese della Toscana del sud, un posto rilassante dove si respira una gradevole atmosfera di semplicità e può essere un’ottima base di partenza per procedere alla scoperta di questo territorio, patrimonio Unesco dal 2004. 

Ancora oggi numerose taverne e bed and breakfast offrono ospitalità ai turisti, deliziati dalla gradevole qualità della vita e dall'ottima gastronomia, con molte specialità da gustare come i pici, i tortelli, i salumi e naturalmente vino e olio.

 

Panorama sulla Val d'Orcia dalla Rocca di Tentennano

Nei dintorni ci sono diversi posti da vedere, come Bagno Vignoni, con le sue vasche termali, Montepulciano, conosciuta come perla del Rinascimento e la famosa Pienza, cittadina Unesco dal 1996.

A pochi chilometri di distanza si può visitare anche la Rocca di Tentennano, una fortezza che compare nei documenti storici fin dall'853 d.C. Fu venduta dalla repubblica di Siena alla famiglia Salimbeni in cambio di 20.000 fiorini, che servirono per finanziare la battaglia di Montaperti.

Nella Rocca ha soggiornato per qualche mese Santa Caterina, che ricorda nei suoi scritti i venti che soffiavano forti sul castello. All'interno sono visitabili alcune sale e una terrazza panoramica.

E' raggiungibile in pochi chilometri da San Quirico anche l'affascinante montagna della Toscana del sud, il Monte Amiata.

Pienza

Pienza

Il sogno di Pio II Piccolomini

Vivo d'Orcia

Vivo d'Orcia

Alle pendici del Monte Amiata

Bagno Vignoni

Bagno Vignoni

Un delizioso borgo termale in Val d'Orcia

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