Palazzo Piccolomini 

Pienza fu progettata nel XV secolo dall'architetto Bernardo Rossellino, allievo di Leon Battista Alberti, per volere del Papa Pio II Piccolomini, appassionato estimatore di arte, natura e letteratura.

Il Piccolomini era nato in quel luogo nel 1405, quando il borgo si chiamava CorsignanoAlla cittadina sarà dato poi il nome di Pienza in suo onore.

"In quel periodo di tempo, Pio presentò al Sacro Senato la proposta di elevare a città il suo borgo natale, cosa che venne decisa con grande approvazione di tutti, ed esso cambiò il nome da Corsignano a Pienza..."

da I Commentarii diario del Papa Pio II

Il cortile del palazzo Piccolomini

Enea Silvio Piccolomini, papa mecenate, ironico e generoso, è celebre per aver pronunciato spesso agli inizi del pontificato la frase:  

"Quando ero solo Enea nessuno mi conoscea, ora che son Pio tutti mi chiaman zio"

questo per le continue richieste di denaro da parte di parenti e chi in precedenza lo snobbava.

Panorama su Val d'Orcia e Monte Amiata da Pienza

Il Rossellino, per volere del papa, creò nel paese un nucleo centrale ideale, attraverso un insieme di edifici prospetticamente coordinati, come se fossero una stessa unità architettonica.

Corso Il Rossellino, Pienza

Nel piccolo centro di Pienza, i palazzi sono disposti come in uno scenario teatrale e le vie sono leggermente contorte, in modo da non farne vedere la fine e dare l'idea di un borgo più grande. 

Palazzo Comunale e Palazzo Borgia, Piazza Pio II 

Nella piazza centrale, dedicata a Pio II, si trovano il Palazzo Comunale, il Palazzo Borgia, costruito da Rodrigo, futuro papa Alessandro VI, e quello dei Piccolomini, con il bel cortile, i giardini pensili e gli arredi antichi, compresa la stanza del papa, che in estate era solito trascorrervi lunghi periodi.

 

All'interno della Cattedrale, nulla è cambiato dal giorno dell'inaugurazione, avvenuta il 29 Agosto 1462.

La chiesa illuminata dal sole apparve così perfetta che il papa Pio II emanò una bolla di scomunica contro chiunque in futuro ne avesse alterato la costruzione.

Alle pareti niente affreschi, ma solo pale d’altare affidate ai migliori pittori senesi del periodo. 

Le cinque pale collocate sugli altari perimetrali sono ancora là, ognuna a rappresentare il sentimento e la personalità degli importanti autori.

"..nessuno seppellisca dei morti nella chiesa ad eccezione delle tombe assegnate ai sacerdoti e ai vescovi; nessuno violi il candore delle pareti.. dipinga affreschi.. eriga nuove cappelle o nuovi altari; nessuno modifichi la forma di questa chiesa, sia di quella superiore sia di quella inferiore.."

da I Commentarii di Papa Pio II, Libro Nono, 16 Settembre 1462

Pienza, Cattedrale

La Chiesa, con l'interno a tre navate e le grandi vetrate ricche di ricami, venne chiamata da Pio II, Domus Vitrea, per le grandi finestre simbolo dell'illuminazione rinascimentale.

Egli volle che fosse costruita su esempio delle Hallenkirchen, le cattedrali gotiche che aveva tanto ammirato durante i suoi viaggi in Germania e Austria. Si ispirò comunque, anche agli antichi templi di epoca romana.

Lo stile, sia della Cattedrale che del Palazzo, è semplice, pulito ed elegante.

" La facciata del tempio... presenta l'aspetto dei templi antichi, magnificamente adorna di colonne, archi e nicchie che possono accogliere delle statue. Ci sono tre porte armoniosamente proporzionate, quella in centro più ampia delle altre, e un grande rosone, che sembra l'occhio di un ciclope; ci sono quindi lo stemma dei Piccolomini e sopra questo la tiara papale..."

Papa Pio II, I Commentari, libro nono

 

L'architetto Bernardo Rossellino fu vittima di molte insinuazioni per il costo dell'opera, che superò di molto quanto era stato previsto, a causa di problemi alle fondamenta degli edifici. Considerata poi l'eterna rivalità fra Siena e Firenze, ed essendo il Rossellino nato a Settignano, sulle colline di Firenze, le accuse furono ancora più criticate dai Senesi.

"Molte insinuazioni giunsero al pontefice contro l'architetto... Tutti, mentre era assente, lo criticavano..."

Da I Commentarii, libro nono

Palazzo Piccolomini

Una volta al cospetto del papa, tutto intimorito per la reazione, il povero Bernardo fu invece rassicurato da Pio II, che con bonarietà pronunciò queste parole:

"Bene hai fatto, o Bernardo, dicendoci il falso sulla spesa dell'opera. Se infatti ci avessi detto la verità, non ci avresti mai convinto ad affrontare una simile spesa e ora non esisterebbero questo nobile palazzo e questa cattedrale.. Noi ti ringraziamo e ti consideriamo meritevole di grande onore fra tutti gli architetti del nostro secolo...

E ordinò che gli fosse pagata tutta la sua mercede e in più cento ducati e una veste scarlatta..." 

da I Commentarii, libro nono

Il papa Piccolomini, che come al solito nel suo diario scrive in terza persona, conclude la vicenda riportando l'emozione del Rossellino, che al sentire le parole del pontefice, pianse per la gioia.

 La loggia del Palazzo Piccolomini a Pienza

"Da questa sala si passa in un oratorio e alle stanze del lato orientale, cioè a tre camere da letto, l'ultima delle quali comunica come abbiamo detto con la sala delle sei porte che si affaccia sulla loggia. Questa era la camera da letto del pontefice "

I Commentarii, libro nono

 Giardino del Palazzo Piccolomini, panorama verso il Monte Amiata

" Chi si affaccia dalle stanze più alte verso occidente gode di una vista che si spinge fino a Montalcino e Siena... A chi si affaccia a settentrione e aguzza ancor più lo sguardo può arrivare a vedere l'Appennino e scorgere Cortona alta su un colle, non lontano dal lago Trasimeno... Le tre logge che ricevono il sole da mezzogiorno chiudono il loro orizzonte, come abbiamo detto, con l'Amiata, una montagna altissima e boscosa.."

Palazzo Piccolomini

Nel 1968 il Palazzo Piccolomini ha fatto da scenografia ad alcune sequenze del film Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli. 

 

Girando per la deliziosa cittadina di Pienza si possono acquistare gli ottimi prodotti dell'eno-gastronomia locale. Fra questi, il vino Montecucco e il famoso formaggio pecorino.

Il pecorino di Pienza, dall'intenso sapore e profumo, si ottiene dal latte di pecora di razza sarda e viene stagionato in barriques di rovere. Il suo trionfo si ha annualmente ai primi di Settembre durante la Fiera del Cacio.

 

Il centro storico di Pienza è iscritto nella lista dei Patrimoni dell'Umanità dal 1996. Anche la bella campagna della Val d'Orcia è sito Unesco dal 2004.

 

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