A Gubbio si crede di sognare” scrisse Hermann Hesse in visita alla città nel 1907.

In effetti questa cittadina ha qualcosa di affascinante che ci trasporta in epoche passate.

Fa immaginare giorni vissuti all’ombra di palazzi illuminati da fiaccole, carri trascinati da muli per i sentieri irti, odori di fumo fra suoni di corni e rintocchi di campane. 

 

Via della Repubblica

 

Oltre alla suggestione delle architetture medievali, molto si deve anche alla collocazione naturale, con il Monte Ingino a fare da scenario e in basso i resti dell’antichissimo Iguvium fondato dagli Umbri.

Gubbio è lì in mezzo, “ magnifico e fissato sulla pietra”.

Piazza Grande

Piazza Grande

Piazza Grande, Gubbio 

I palazzi sono imponenti, a partire dal più scenografico, il Palazzo dei Consoli, una luminosa costruzione che risalta sul cielo della Piazza Grande

 

Piazza Grande è un prodigio di architettura, la più grande piazza terrazzata d’Europa.

Si tratta del grande balcone di un palazzo che ha agli estremi da una parte il Palazzo dei Consoli e dall’altra quello Pretorio. 

 

Passando da Via Baldassini al di sotto, si può ammirare il prodigioso complesso architettonico. Fu ideato nel 1321, quando il Comune deliberò la costruzione di un centro cittadino che fosse equidistante da tutti i quartieri che erano stati inglobati all’interno delle mura.

 

All’interno del Palazzo dei Consoli sono conservate le Tavole Eugubine,  il più importante documento storico italiano di epoca pre-romana.

Si tratta di sette tavole in bronzo risalenti al II secolo a.C.

Vi sono incisi e descritti i rituali che il popolo umbro dedicava al culto di Giove.

 

Il fascino di Gubbio si è mantenuto intatto dal Medioevo.

Decaduto l’impero romano, com’era consuetudine allora, la popolazione eugubina si trasferì sul colle proteggendosi con mura difensive. Nacque così l’ardita città che oggi possiamo ammirare.

 Centro storico di Gubbio

Cosa vedere a Gubbio

Cosa vedere a Gubbio

Il Duomo

Un sistema di ascensori facilita la visita di Gubbio portando i turisti in Piazza Grande e poi fino al Duomo e al Palazzo Ducale, che fu la dimora dei Montefeltro nel periodo rinascimentale.

Una funivia conduce sulla cima del monte Ingino, alla chiesa dove riposa il corpo di S.Ubaldo, il protettore della città.

Palazzo Ducale

 

La Basilica è meta della famosa Corsa dei Ceri, una tradizione che si svolge ogni anno il 15 Maggio per ricordare la processione istituita nel 1160 d.C., dopo la morte di Ubaldo Baldassini.

Nel periodo natalizio un enorme abete formato da 500 luci viene illuminato dalla cima del monte fino a valle.

 

Lungo Via dei Consoli e per tutto il paese sono esposte le creazioni in ceramica che hanno reso famosa la cittadina. 

 

La tradizione artigianale a Gubbio risale al Cinquecento, con le maioliche di Mastro Giorgio Andreoli, che fu il perfezionatore della tecnica del Lustro. Altro grande artigiano fu il miniatore medievale Oderisi da Gubbio, ricordato anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia. 

Largo del Bargello e Fontana dei Pazzi

Al termine di Via dei Consoli, in basso, nella piazzetta del Bargello, si trova il palazzo che era abitato dal funzionario incaricato dell’ordine in epoca medievale, una sorta di capo della Polizia. Al centro del Largo, c’è la Fontana del Bargello, detta anche fontana dei pazzi, dal nome attribuito agli abitanti di Gubbio a causa del loro carattere libero, sognatore e imprevedibile.

Via della Repubblica

Lo stesso vescovo Ubaldo, amatissimo dalla popolazione, fu un personaggio assai controcorrente per l’epoca, un grande riformista che viveva in povertà mangiando pane secco e dormendo su un letto di paglia. Dante Alighieri lo nomina nell’11° canto del Paradiso.

Chiesa della Vittorina, luogo dell'incontro fra Francesco e il lupo

Altro personaggio che frequentò per lunghi periodi il paese e che all’epoca fu giudicato piuttosto bizzarro fu San Francesco. 

 

Lui stesso scrive che a Gubbio avvenne la sua vera conversione.

Francesco, che si recava sempre al lebbrosario del luogo, predicava nelle campagne circostanti, nella bella e prosperosa “madre Terra che produce diversi frutti, con coloriti fiori e erba” Cantico delle Creature, 1224 d.C circa

Angoli caratteristici di Gubbio

 

Gubbio è anche una delle città del silenzio dell'Elettra di D'Annunzio, 25 splendide città dal passato glorioso che aspettano il riscatto e risveglio

" Or tristo e spoglio il tuo Palagio spazia

tra l'azzurro dell'aere e del lino...

l'argilla incorruttibile per l'arte

di Mastro Giorgio splende; e in tutto il mondo

l'alta tua nominanza ne rosseggia"

 

Capodimonte ( Viterbo)

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 Una bella cittadina sul lago di Bolsena

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