Cefalù è un paese speciale, fortunato. 

Da sempre amato da governanti e cittadini, Cefalù conserva raccolti nei suoi Libri Rossi, i numerosi privilegi concessi alla città da re, papi e imperatori.

Il paese e la Rocca

 

Esonerata dall'imperatore Augusto dal pagamento del decimo dei prodotti agricoli, la città fu soggetta al solo versamento di un tributo fisso.

Cicerone vi soggiornò nel 71 a.C. per riportare all’ordine Verre, che si era distinto per il malgoverno.

Gli eventi storici accaduti a Cefalù sono gli stessi successi a Palermo: la dominazione araba dall’858 d.C., poi quella dei Normanni e degli Spagnoli.  Ma il re di Sicilia Ruggero II, ebbe per Cefalù un occhio di riguardo. Nel 1131 ottenne dal papa la Bolla di fondazione della Diocesi, e volle che vi fosse edificata una grande cattedrale.

La Marina

Cefalù, il Duomo

 

Sul perché re Ruggero II volle una così maestosa cattedrale in un paese piuttosto modesto, si sono scritti e studiati centinaia di documenti. Tutta questa benevolenza, le donazioni, i privilegi concessi per terra e per mare da parte dell’imperatore alla cittadina di Cefalù,  traggono origine, secondo la tradizione, da un voto fatto per lo scampato pericolo a seguito di una tempesta che lo avrebbe colto durante un viaggio da Napoli a Reggio Calabria, e fatto poi approdare sano e salvo sulla costa di Cefalù.

Piazza Duomo

 

Nel 1330 il Vescovo della città,Tommaso da Butera, riunì nel Rollus Rubeus, custodito oggi nell’Archivio di Stato di Palermo, tutti i privilegi concessi al Vescovato di Cefalù da Ruggero II in poi.

In seguito furono i magistrati locali del Comune a documentare in un altro Libro Rosso, le cronache, gli avvenimenti e le personalità in visita da 500 anni a questa parte a questo ridente paese di Sicilia.

Corso Ruggero

 

Cefalù è una cittadina animata e vivace, le vie sono piene di negozi, ristoranti e gente a passeggio.

Le origini della città sono antichissime. Sulla Rocca e in alcuni punti di Cefalù si trovano i resti megalitici delle mura risalenti alla polis greca di Kephaloidion del  V secolo a.C.

Cefalù, 'U Chianu, Piazza del Duomo

 

Corso Ruggero, via Vittorio Emanuele, Via Carlo Ortolani di Bordonaro sono i luoghi più frequentati. Ma il posto del cuore per i Cefaludesi è la bella Piazza del Duomo.

 

La piazza si apre a metà del Corso Ruggero, come una splendida cornice per l’imponente Basilica.

Il calore trasmesso dal miscuglio di stili fra bizantino, arabo e normanno, la Rocca a fare da sfondo, i palazzi antichi, i bar con i tavolini all’aperto, tutto contribuisce a creare un’atmosfera solare ed accogliente.

 

E all’interno del Duomo c’è il bel Cristo Pantocratore che benedice i visitatori in uno sfavillio di mosaici dorati.

 

‘U Chianu, cioè la Piazza del Duomo, è il luogo ideale per ritrovarsi, per sedersi a parlare o per contemplare in silenzio la bellezza della Cattedrale normanna. Per i Cefaludesi  è una consuetudine, una tradizione da secoli.

Il Duomo di Cefalù nel Luglio 2015 è entrato a far parte dei Patrimoni Mondiali dell’Unesco, insieme con la Palermo arabo-normanna e la Cattedrale di Monreale.

 

Altro luogo a cui i Cefaludesi sono molto legati è ‘u ciumi, il fiume, un rigagnolo d’acqua freschissimo che dopo aver percorso diversi chilometri sotto terra, scaturisce in un lavatoio nei pressi della spiaggia. 

Il Lavatoio medievale

 

Il luogo, probabilmente da ricondurre all’opera di incanalamento operata dagli Arabi nel X secolo, era molto trafficato nell’antichità e veniva frequentato da lavandaie, viandanti, gente del paese che giungeva per bere, lavare i panni e rinfrescarsi dalla calura.

Il Boccaccio lo nomina nella sua opera in latino “De montibus, silvis, fontibus, lacubus…” chiamandolo Cefalcide.

Il grande novelliere di Certaldo, nella novella settima della decima giornata del Decamerone fa della cittadina di Cefalù la dote di nozze per la bella Lisa da parte del re Pietro di Aragona.

Via Vittorio Emanuele

 

 

Il barone Enrico Pirajno di Mandralisca, esponente del Governo nel XIX secolo, ha lasciato alla città di Cefalù l’intero patrimonio di opere d’arte da lui raccolte. Si trovano riunite nel Museo Mandralisca nella via omonima, vicino al Duomo.

Fra queste c’è il “Ritratto d'ignoto”, capolavoro di Antonello da Messina, una tavola databile 1470 raffigurante un uomo sorridente dai tratti espressivi ed enigmatici che viene considerato come una seconda Gioconda.

 

La vista di Cefalù dal molo è suggestiva: sembra di osservare gli antichi dipinti inondati di luce dei paesi del sud, con la marina, le barche di legno e i panni stesi ad asciugare sulla spiaggia.

Cefalù, Lungomare Giardina

Piazza Garibaldi 

 

La bellezza del paesaggio, l’alta qualità dell’offerta ricettiva, il patrimonio artistico e culturale, fanno di Cefalù una località ideale per un piacevole soggiorno nella bella regione di Sicilia, a solo un’ora da Palermo.

Palermo

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